TPP Framework

Team Park Project ha sviluppato un approccio originale che abbraccia tutte le fasi di realizzazione di un parco di divertimento.

Il TPP Framework nasce dall’esigenza di superare la tradizionale concezione puramente creativa ed architettonica della realizzazione di un parco di divertimenti.

In sintesi, tramite lo studio predittivo dei flussi dei visitatori – effettuato con costrutti matematici – è possibile predeterminare le dimensioni ed i movimenti delle masse all’interno del parco, e quindi ottimizzare i percorsi dei visitatori per aumentarne la profittabilità.
In sintesi, tramite lo studio predittivo dei flussi dei visitatori – effettuato con costrutti matematici – è possibile predeterminare le dimensioni ed i movimenti delle masse all’interno del parco, e quindi ottimizzare i percorsi dei visitatori per aumentarne la profittabilità.

Il TPP Framework nasce dall’esigenza di superare la tradizionale concezione puramente creativa ed architettonica della realizzazione di un parco di divertimenti.

La prima fase del TPP Framework è all’insegna dell’ascolto del cliente, per comprenderne necessità, aspettative, ambizioni e budget.

Invitiamo il cliente a compilare un questionario appositamente strutturato in modo da agevolare la raccolta di informazioni e l’organizzazione delle attività.

L’analisi di mercato comprende la ricerca e l’elaborazione di diverse informazioni qualitative, tra cui lo studio del territorio, della sua popolazione, nonché della cultura, delle abitudini e la capacità di spesa della popolazione.

Vengono analizzati competitors e benchmarks, ma anche condizioni meteo, festività pubbliche e scolastiche. I risultati dell’analisi vengono raccolti in un documento di sintesi che ha lo scopo di informare il committente sul contesto sociale, progettuale e competitivo in cui il parco di divertimenti va ad inserirsi.

Nella fase di pianificazione del parco vengono calcolati i parametri preliminari utili e necessari a definire le effettive dimensioni del parco e dei suoi servizi accessori.

Uno dei parametri chiave è il “Design Day”: l’affluenza prevista nel giorno di punta di una settimana di alta stagione. II Design Day, assieme ad altri parametri simili, consente di definire la dimensione del parco, ma anche il numero e le dimensioni degli elementi necessari al suo funzionamento, non solo attrazioni e punti di ristoro, ma anche parcheggi, ingressi e servizi.

In questo contesto, TPP si distingue per l’approccio originale e scientifico alla predeterminazione dei flussi in un’ottica di profittabilità.

In questa fase viene definito il tema del parco e lo storytelling. Ci sono alcune regole che noi seguiamo nella fase di concept:

  • agevoliamo il legame con il territorio, la sua storia e le sue abitudini; questo permette anche di sviluppare un percorso di intrattenimento educativo (edutainment) per mezzo del quale gli studenti possono imparare divertendosi, ed il parco incrementare il numero di visitatori in età scolastica;
  • selezioniamo il mix ottimale tra semplicità, riconoscibilità, originalità e atmosfera che soddisfi l’immaginario collettivo ma che segua i criteri proprietari di TPP imperniati rigorosamente sulla profittabilità.

In questa fase, analizzando l’area di progetto e la sua viabilità, vengono fatte le prime valutazioni su parcheggi e accessi.

Utilizzando i valori ottenuti in sede di pianificazione si definiscono quanto devono essere grandi le singole macroaree e, sulla base dello storytelling, attraverso il bubble design, si distribuiscono idealmente le aree tematiche definite in sede di concept.

In questa sede vengono definiti anche i collegamenti fra le diverse aree che in un secondo momento determineranno le logiche di flusso.

Target e concept sono basilari per effettuare la selezione delle attrazioni, le quali devono comunque essere sempre ben bilanciate fra budget e aspettative del visitatore.

Attraverso i parametri di dimensionamento, per contenere i costi e non essere dispersivi, si attribuisce la giusta dimensione al bubble design. Si procede quindi all’inserimento delle attrazioni e delle funzioni accessorie, sempre nel rispetto delle regole principali: landscaping, atmosfera, aspettativa e divisione dal mondo esterno.

Determinante è il controllo dei flussi anche in funzione dei business collaterali, quali ad esempio, F&B, Giochi e Merchandising.

Nell’industria dell’intrattenimento, la tematizzazione definisce l’insieme di attività impiegate per la progettazione e realizzazione delle scenografie che fungono da contorno alle componenti architetturali e meccaniche.

Come è noto la tematizzazione è una materia particolarmente delicata, che va affrontata con grande accortezza allo scopo di scongiurare uno sforamento di budget.

Dato il costo elevato delle scenografie, in Team Park Project amiamo intenderle come un elemento al servizio dello storyboard, che non devono comunque mai pregiudicare la profittabilità del progetto.

Tutti gli elementi fin qui analizzati e disegnati concorrono alla stesura del business plan, strumento indispensabile per misurare la sostenibilità e profittabilità del parco. Il Business Plan per la realizzazione di un parco non è – o perlomeno non dovrebbe mai essere – un Business Plan convenzionale. Questo perché il parco è una struttura complessa, unica nel suo genere, e con delle particolarità insidiose in grado di far naufragare rapidamente anche il migliore dei business plan, soprattutto se redatto in ottica di wishful thinking, e senza il pragmatismo derivante da anni di esperienza in questo settore. A questo proposito, e al fine di perseguire l’ottica di profittabilità che la distingue, Team Park Project introduce nel Business Plan sia degli elementi scientifici, sia dei benchmark riferiti ai dati storici accumulati da Team Park Project nell’ambito della progettazione di parchi in tutto il mondo. Entrambi gli elementi sono in grado di mitigare notevolmente le approssimazioni tipiche di un business plan convenzionale, evitando agli investitori delle sorprese sgradevoli nelle fasi successive alla realizzazione di un parco.

Progettare un parco vuol dire progettare il movimento, il movimento delle attrazioni, ma soprattutto quello delle persone.

In questa fase, il TPP Framework si distingue per la sua capacità di progettare in maniera olistica l’esperienza del visitatore: un’esperienza che evidentemente non include solo la fruizione delle attrazioni, ma anche il cibo, le soste, il merchandising e, non ultimo, la facilità di parcheggio.

Come avviene per le altre fasi del TPP Framework, anche la progettazione della user experience viene costruita intorno al dogma della profittabilità; in quest’ottica, è importante saper offrire ai visitatori la possibilità di acquistare dei servizi per migliorare progressivamente la propria esperienza all’interno del parco, senza per questo arrivare ad una invadenza commerciale, o ad una eccessiva gratuità dei servizi erogati.

Previsione, controllo, rapidità e elasticità: queste, in sintesi, sono le parole chiave che caratterizzano la gestione di un parco, che in ogni caso, deve essere progettato e realizzato a regola d’arte per poter essere gestito con profitto. Il TPP Framework nasce proprio per assicurarsi che nelle diverse fasi di studio, progettazione e realizzazione, niente venga lasciato al caso, allo scopo di rendere il più profittevole possibile la gestione del parco stesso. A questo proposito, Team Park Project può contare su una solida esperienza di gestione sia di parchi interamente progettati da Team Park Project, sia parchi realizzati da terzi, dove TPP è intervenuta per ottimizzare la gestione, riportando direttamente agli investitori i risultati del proprio intervento.
Kaizen è un termine giapponese che è composto dalle sillabe KAI (cambiamento, miglioramento) e ZEN (buono, migliore). Il Kaizen si riferisce quindi al concetto di miglioramento costante e continuo. Ogni parco di divertimento, necessita in maniera particolare ed imprescindibile di una gestione – o di una supervisione alla gestione – che punti al circolo virtuoso del miglioramento continuo. L’ analisi dei risultati, l’ascolto dei clienti e dello staff, le decisioni in ottica migliorativa devono essere codificate nel DNA della gestione, e sono parte integrante del TPP Framework. Questo perché, nel solco tracciato dal grande Walt Disney, i piccoli, impercettibili miglioramenti sono la via maestra alla profittabilità, che non può e non deve essere concepita come un optional, ma come una vera e propria caratteristica del parco di divertimenti che si è contribuito a progettare e realizzare.
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